Inaugurato il Centro Commerciale Culturale

Venerdì, 4 giugno, abbiamo vissuto insieme l’apertura del CCC. Un evento che arriva dopo mesi di intensa ideazione, progettazione e tanto bel lavoro di squadra capitanati dal nostro assessore Clorinda Arezzo. Insieme abbiamo potuto infatti immaginare, concepire e rendere realtà qualcosa che prima non c’era: un luogo nuovo, uno spazio centrale e centralizzante. All’interno avremo dall’auditorium agli spazi espositivi, alla scuola di musica alla sala prove, alla sala workshop, alle aule studio e alla sala riunioni per le associazioni giovanili. Il CCC è dedicato a Mimì Arezzo, figura ancora amatissima in città, che come pochi si è speso per ricostruire la nostra storia e tramandare la nostra identità, rigenerandola e aprendola alle nuove generazioni.
Già dal giorno dopo la nostra aula studio ha ospitato i primi ragazzi e c’è tanto interesse per l’utilizzo di tutti gli spazi! Della serata del giorno prima ho apprezzato non solo la numerosissima partecipazione, ovviamente, ma soprattutto l’entusiasmo dei visitatori dimostrato dalle domande e curiosità sulla struttura e i suoi utilizzi, da chi ci ha confermato che inoltrerà proposte o parteciperà al bando, e dalla miriade di idee che ci sono state proposte: tutto questo nel #centrocommercialeculturale troverà una casa, nel vero senso della parola.
Una serata che si pone al termine di mesi intensi di programmazione e lavoro di una squadra con l’obiettivo di dare al centro del nostro comune uno spazio… fuori dal comune!
Un grazie immenso a Clorinda per aver coinvolto me e Fabio nell’organizzazione di questa bella cosa; a Giacomo che ne sarà il referente comunale; a Simone, Luca, Lorenza, Enrico, Andrea e Michael della Consulta Giovanile Comunale di Ragusa che hanno gestito, accolto e accompagnato alla scoperta del centro tutti i visitatori di ieri nelle varie turnazioni; ad Orazio Alario e alla Consulta Giovanile Gela che ci sono venuti a trovare ieri, ma anche ai tanti amici e colleghi impegnati nel mondo delle politiche giovanili che, pur non essendo riusciti ad essere presenti, c’erano con il cuore; all’ANAS e ai suoi volontari che si avvicenderanno nella custodia e nella presenza; a tutti gli uffici che hanno fatto in modo che si arrivasse all’apertura di quello che oggi, finalmente, è uno spazio che non c’era, e al quale continueremo a lavorare per sfruttarlo al massimo delle sue potenzialità”